Imparare a leggere la luce
Quella prima macchina era completamente manuale: tempi, diaframmi e messa a fuoco. Proprio per questo fu una scuola preziosa, capace di insegnarmi a capire la luce e a muovermi nel mondo delle pellicole.
La fotografia mi accompagna da quando ero ragazzo. È iniziata quasi per caso, con una macchina completamente manuale, ed è diventata nel tempo un modo personale di osservare persone, luoghi e storie.
Nato a Brescia il 2 aprile 1954, dopo la maturità scientifica mi sono laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale degli Studi di Milano. Dopo alcuni anni in ospedale ho scelto la professione di Medico di Famiglia, attività che ho svolto nella bassa bresciana.
Vivo a Bagnolo Mella, sono sposato e ho due figli. Accanto alla vita professionale ho sempre coltivato la fotografia, una passione iniziata a quattordici anni quando ricevetti in regalo una Halina Paulette per evitare che mettessi le mani sulla macchina fotografica di mio padre.
Quella prima macchina era completamente manuale: tempi, diaframmi e messa a fuoco. Proprio per questo fu una scuola preziosa, capace di insegnarmi a capire la luce e a muovermi nel mondo delle pellicole.
La passione non mi ha più abbandonato. Sono passato dal negativo alla diapositiva e, sul finire degli anni Novanta, al digitale, mantenendo sempre centrale il piacere dello scatto.
Considero la postproduzione un aiuto utile per arrivare al risultato finale, ma la uso soprattutto per correggere e ripulire l’immagine ripresa, senza trasformarla in qualcosa di diverso da ciò che ho visto.
La tecnica cambia, gli strumenti evolvono, ma per me resta essenziale la stessa cosa: fermarsi, guardare e scegliere il momento. Ogni immagine nasce dal desiderio di conservare una luce, un volto, un luogo o una storia.
Scopri la Gallery“La fotografia è diventata negli anni un modo naturale di guardare il mondo.”
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